E’ nato Zeno, il bambino robot
Geppetto esiste per davvero ma non è un falegname, è un ingegnere elettronico e vive a Richardson, in Texas, alla periferia di Dallas. Si chiama David Hanson e ha scolpito il suo ‘Pinocchio’ a immagine e somiglianza del suo figlio vero, Zeno, che ha diciotto mesi, capelli arruffati e curiosa con grandi occhi vispi nel laboratorio del padre, alla testa del team di ingegneri e programmatori della Hanson Robotics, una società che opera nel settore dell’intelligenza artificiale. Zeno si chiama anche il prototipo del primo robot con sembianze di bambino.
Per il momento non parla e non cammina, ma si guarda intorno con grandi occhi verdi e anche se ha capelli scolpiti in plastica e un nasino tondo che lo fa sembrare piu’ un personaggio da cartoon giapponese che un essere umano, è in grado di modulare una grandissima varietà di espressioni del viso, dalla rabbia allo stupore. Merito dell’amore che Hanson ha messo nel progetto per oltre cinque anni e della pelle artificiale, di una gomma speciale che simula la cute umana. Il materiale, soprannominato ‘frubber’, è un brevetto Hanson Robotics.
Alto 43 centimetri e rotti e 2 chili e mezzo di peso, Zeno è destinato ad inaugurare un mercato che Hanson immagina immenso, quello di robot dalle sembianze umane, in grado di diventare compagni di giochi e conversazione. No, non si tratta di giocattoli, piuttosto di figli o fratellini artificiali. Ce n’è abbastanza per far sognare e Hanson presenterà il suo prototipo oggi a scolaresche dalle elementari alle superiori alla Wired NextFest, una conferenza dedicata alle tecnologie innovative che si tiene a Los Angeles.
Zeno sarà in grado di imparare e di insegnare, con il vezzo di essere in grado di trasmettere le emozioni attraverso la mimica del viso. “Ci vede e riconosce chi ha di fronte. Ci chiama per nome ed è in grado di stabilire relazioni”, spiega Hanson ad Associated Press. Sembra un libro, o un film. L’ispirazione per il progetto è nata leggendo un libro di Brian Aldiss, “I supergiocattoli durano tutta l’estate”, che ha anche dato lo spunto al regista Steven Spielberg per il suo Pinocchio in pellicola, il David di “A.I.”.
Ma il piccolo Zeno è reale e fra tre anni potrebbe essere messo in vendita negli Stati Uniti per una cifra compresa tra i 200 e i 300 dollari. Fino ad allora la società di Hanson presta il suo talento al miglior offerente, ad uso cinematografico. I prototipi animati possono essere modellati per assomigliare a Albert Enstein o ad un pirata dei Caraibi, con tanto di benda sull’occhio. Costano decine di migliaia di dollari e sono costruiti su misura.
Non basta alla società per pareggiare i conti , ma Hanson, che ha lavorato in passato come ’scultore’ per Walt Disney, si è aggiudicato un finanziamento da 1,5 milioni di dollari per le tecnologie emergenti. Una iniziativa del governatore repubblicano dello Stato Rick Perry.
Hanson mette le mani avanti: prima che si possa arrivare a un prototipo di bimbo artificiale alla Spielberg ci vorranno almeno 15 anni. Zeno sta in piedi a malapena, e gli ordini di sorridere, mostrare sorpresa, preoccupazione o rabbia vengono impartiti per mezzo di comandi su un pc. Il sofisticato software che consente a Zeno di sembrare vero è una versione modificata del programma utilizzato per animare le battaglie virtuali tra orchi, elfi e esseri umani della saga cinematografica del Signore degli Anelli.
Fonte: www.lanazione.it

