L’Antitrust deve garantire portabilità di numero e credito residuo
Anche per l’Antitrust, tutti gli utenti ai quali viene comunicata una modifica del proprio piano tariffario di telefonia mobile devono poter usufruire in tempi rapidissimi della portabilità del numero e soprattutto deve essere riconosciuto loro il credito residuo. Finalmente anche l’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato riconosce questo fondamentale diritto dei consumatori per il quale Altroconsumo si batte da tempo e che assume estrema rilevanza proprio oggi che gli operatori iniziano a variare unilateralmente e in peggio i piani tariffari.
In un comunicato stampa l’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato denuncia anche la violazione del Codice delle comunicazioni elettroniche da parte degli Sms inviati da Wind ai suoi clienti per comunicare la variazione del piano tariffario Wind10 (in Wind12, molto meno vantaggioso). Secondo il Codice delle comunicazioni elettroniche, infatti, gli abbonati possono (senza pagare penali) recedere dal contratto stipulato con un operatore nel momento in cui quest’ultimo notifica loro la modifica contrattuale; pertanto la comunicazione del cambiamento di piano tariffario effettuata da Wind (via Sms) senza però le obbligatorie indicazioni sulla possibilità di esercitare tale diritto, violerebbe, secondo l’Antitrust, le norme vigenti (comportamento che quindi potrebbe essere anche sanzionato).
L’Antitrust, dunque, bypassando di fatto l’Autorità Garante delle Comunicazioni che non è stata in grado di imporre con forza il rispetto delle sue stesse delibere sulla portabilità, ha deciso di raccogliere e inviare proprio a quest’ultima tutte le segnalazioni e le denuncie dei consumatori affinché intervenga il prima possibile, mentre al presidente Antonio Catricalà è stato affidato il compito di scrivere al ministro dello Sviluppo Economico Pierluigi Bersani per informarlo delle questioni sollevate dai consumatori.
Secondo l’AGCM, inoltre, i messaggi di Wind, oltre a violare il Codice delle comunicazioni elettroniche, non contengono neppure l’indicazione del “giustificato motivo” che avrebbe di fatto legittimato le modifiche imposte. Nel suo comunicato, l’Antitrust difende comunque il diritto degli operatori di cambiare e offrire nuovi piani tariffari ai propri clienti, ma ribadisce una volta per tutte che occorre anche garantire agli utenti (che proprio a causa delle mutate condizioni intendono cambiare operatore) l’immediata portabilità del numero di telefono e il riconoscimento del credito residuo.
Fonte: www.altroconsumo.it

