Possiamo ancora chiamarli telefonini?
Nel 2004 Palm Treo fece scalpore, potendo scaricare le email e navigare in Internet a 50 kilobit al secondo; oggi i cellulari navigano a diversi Megabit al secondo. Ntt DoCoMo ha annunciato i dettagli di una sperimentazione sul campo delle prime reti 4G capaci di trasmettere pacchetti di dati a 5 Gigabit.
L’obiettivo è quello di accedere ai contenuti in ogni istante e ovunque, anche a bordo di un’auto in movimento. Gartner stima che i cellulari dotati di fotocamera, che erano 300 milioni nel 2005, potrebbero raggiungere il miliardo entro il 2010. Secondo Henry Samueli, Cto di Broadcom, grazie all’integrazione della tecnologia Nfc (Near Field Communication) e dei sensori biometrici nei cellulari, fra qualche anno non avremo più bisogno di portarci dietro il portafogli e le chiavi della macchina: il cellulare 4G si occuperà di tutto.
Tutto in un solo apparecchio
La sfida è mettere assieme tutte le tecnologie necessarie. Bluetooth, VoIp, Wlan, 802.11n, WiMax e UltraWideBand devono poter coesistere in un solo cellulare. Le Software Defined Radio o “smart radio”, in grado di connettersi a qualsiasi rete wireless tramite opportuni controlli software, sono essenziali per la convergenza. La versione 3G Lte (Long Term Evolution), che prepara la strada verso il 4G consentendo una velocità di trasmissione dati da 100 Megabit al secondo, è stata pensata per colmare il gap fra le reti cellulari e le Wlan.
Lo standard sarà pronto entro la metà del 2007 e i primi prodotti saranno sul mercato per il 2009. La convergenza sta investendo anche il mondo dei semiconduttori. Oggi i cellulari contengono più chip fisicamente separati, basati tecnologie diverse e con funzioni ben distinte. In futuro integreranno un unico superchip multifunzione. Broadcom ha presentato di recente i chip Bcm 4325, che integrano ricevitori Wi-Fi, Bluetooth e radio Fm per gli smartphone, e Bcm21331, i quali contengono in un unico chip tutte le funzioni di un cellulare di fascia intermedia, compreso il supporto alla mobile Tv e a una fotocamera da 3,2 Megapixel.
La realizzazione dei “telefonini su chip” è possibile grazie alla tecnologia a 65 nanometri. In futuro sarà possibile integrare sempre più funzioni in un unico chip, e questo sarà fattibile finché si raggiungeranno i 22 nm: i superchip da un miliardo di transistor sono alle porte.
Fonte: www.weekit.it

