Il B2c cresce
Quattro miliardi di euro a fine 2006, con un incremento del 45% rispetto al 2005: anche se rappresenta meno dell’1% dei beni e dei servizi acquistati dai consumatori finali, l’e-commerce “pesa” sempre di più anche in Italia. Soprattutto per alcuni prodotti, come biglietti, viaggi, assicurazioni auto, prodotti di informatica ed elettronica di consumo, libri e Dvd, e, non ultimo il turismo (oltre 1,7 miliardi di euro il transato relativo a questo comparto). Aumenta, inoltre, il peso della categoria “altro” che registra un ottimo andamento delle vendite C2c (consumer-to-consumer) su eBay.
I dati sono del Rapporto 2006 dell’Osservatorio permanente sull’e-commerce B2c in Italia promosso da Netcomm, Consorzio del Commercio Elettronico Italiano, nato alla fine del 2005 con il patrocinio di Aitech-Assinform, insieme alla School of Management del Politecnico di Milano.
Ma anche se cresce, il mercato del commercio elettronico in Italia è ben lontano dai valori statunitensi, dove nel 2006 si supereranno i 230 miliardi di dollari, circa il 9% del totale retail, con un incremento, stabilizzatosi dal 2004, del 19%. E anche dall’Europa occidentale dove il valore complessivo arriverà a 90 miliardi di euro con una crescita del 30% sul 2005.
Nella composizione del mercato, il Rapporto evidenzia una costante crescita del grado di concentrazione con i primi 20 operatori che arriveranno a rappresentare, alla fine del 2006, il 75% dell’e-commerce italiano, mentre circa il 52% del mercato è presidiato da “pure player”. La carta di credito risulta essere la modalità di pagamento più diffusa.
Margini risicati per informatica ed elettronica
Per quanto riguarda il comparto dell’informatica ed elettronica di consumo, il tasso di penetrazione sul totale retail è pari al 3%, con evidenti potenzialità di crescita. Ne emerge un settore caratterizzato da una elevatissima concorrenza dove la marginalità è in continua diminuzione. Il Rapporto evidenzia le tre contromosse degli operatori per contrastare questo fenomeno: modificare il modello di virtual reseller puro e adozione di una logica “mista”, accettando quindi di non acquistare esclusivamente sul venduto, ma cogliendo opportunità di acquisto con margini più interessanti; estendere l’offerta a categorie di prodotto non propriamente affini all’informatica e all’elettronica di consumo; puntare sempre più su iniziative di cross & up selling proponendo upgrade e accessori per ogni prodotto messo nel carrello.
La grande distribuzione, con alcune rare eccezioni, non risulta essersi affermata nel mercato online, nonostante possa godere di marginalità maggiori. Il prezzo è stato, fino a oggi, l’elemento sul quale si è giocata la partita, ma anche nel mercato online, come è stato per quello tradizionale, il servizio al cliente assumerà un ruolo sempre più rilevante.

